SENSIGRAFIE ( Prima parte Original Photo )

                                                                             GIANNI BERENGO GARDIN MILANO 1984

Gianni Berengo Gardin ( Fotografo ) 1984

Nel Cinque-Seicento, un pittore che avesse voluto realizzare ritratti dei propri colleghi avrebbe corso il rischio di sentirsi oppure decisi dinieghi o, quantomeno, di essere bombardato da tante obiezioni stilistiche da stroncare ogni sua velleità.

Deve essere un’altra delle maledizioni della fotografia la docile arrendevolezza (quando non la compiaciuta complicità) con cui, invece, fotografi e gente di fotografia si abbandonano oggi all’obbiettivo ed alle sottili manipolazioni attraverso con cui Max Martino, un loro collega ironicamente degenere, realizza vere e proprie interpretazioni – “sensigrafie” lui le chiama _ di tipi e caratteri. Sembra quasi che - dimenticato il corrosivo potere della fotocamera di cui pure sono avvertiti utilizzatori – i soggetti di Max Martino siano attratti dall’indubitabile ( e per molti, profani irresistibile) fascino della “seconda esistenza”: quella capacità cioè che ha il procedimento fotografico di estrarre dal flusso dell’indistinto un frammento dell’accadere per trasformarlo in icona, cioè in un modello di realtà certificata e consegnata alla storia.

Se a ciò aggiungiamo quel tanto di perverso che è collegato all’aura dell’Arte (attraverso cui è comunque sempre possibile farla franca), possiamo più facilmente comprendere e giusticare, le “vittime” (o i complici?) di questo divertito e divertente divertissement di Max Martino che – non so con più ironia o più partecipazione- si è messo a fotografare e a manipolare (trent’anni dopo Franco Scheichembauer) facce di fotografi e gente di fotografia, dandoci una minigalleria di nicchia che la dice più lunga di una approfondita indagine sociale su quella gente che – anni fa – un sociologo allora poco noto ed oggi alla moda come Pierre Bourdieu definì felicemente praticanti dell’arte media. Tutte le immagini dei celebri fotografi, sono state scattate a Milano dall'autore Max Martino nel 1998, e riguardano la prima parte dell'opera. Successivamente, esattamente un anno dopo è stata realizzata sempre dall'autore, la seconda parte del lavoro  con una nuova interpretazione fluid abstract, sempre senza l'intervento di mezzi digitali, dando vita alle "Sensigrafie"...

Lanfranco Colombo

 

 

 

                                                                          GIULIANA SCIME 1998

Giuliana Scimè ( Critica di fotografia -Giornalista ) 

 Photo by Max Martino 1998 ©

Giuliana Scimé, una delle più conosciute e autorevoli storiche e critiche della fotografia. Collabora con riviste italiane e straniere, nonché con il Corriere della Sera. E' docente di Storia della Fotografia all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia.


                                                                         lanfranco colombo modificato 3                                                           Lanfranco Colombo (Gallerista - Critico Fotografico ) Photo by Max Martino 1995 ©                  

Lanfranco Colombo è stato un fotografo, gallerista fra i massimi esponenti della storia e della diffusione della fotografia italiana

Nel 1966 Lanfranco Colombo fonda la galleria "Il Diaframma" a Milano in zona Brera, su suggerimento di Cartier Bresson, che lo sfidò a copiare il modello di Porquerolles. La galleria, la prima in Europa dedicata alle sole mostre di fotografia, ospitò all'inaugurazione nel 1967, la mostra del fotografo italiano Paolo Monti. Negli anni successivi fu frequentata da nomi importanti della cultura italiana quali Confalonieri, Gillo, Dino BuzzatiSciasciaMontale, e dai più importanti fotografi del mondo, molti dei quali esposero con personali e collettive. Il lavoro della galleria viene affiancato dalla rivista fotografica "Popular Photography Italiana", che in seguito diventerà Il Diaframma - fotografia italiana, ed infine "il Diaframma"; nuova come impostazione rispetto alle riviste dell'epoca, diventa un punto di riferimento per gli amanti della fotografia e dell'immagine in generale.

                                                                        GABRIELE BASILICO 1998 OK                       

Gabriele Basilico ( Fotografo ) Photo by Max Martino 1998 ©

Gabriele Basilico è stato un fotografo italiano.
Tra i maggiori fotografi internazionali dopo gli studi in architettura inizia la professione di fotografo dedicandosi alla fotografia di paesaggio e più in particolare alla fotografia di architettura.
Lavorava per lo più con banco ottico e pellicole in bianco e nero. Celebre il suo lavoro su Beirut, fotografata dopo la guerra.

                                                                       GABRIELE BASILICO 1998 KOK

Gabriele Basilico ( Fotografo )  Photo by Max Martino 1998 ©

                                                                      GABRIELE BASILICO 1998 KH 

Gabriele Basilico ( Fotografo )  Photo by Max Martino 1998 ©

                                                                      GABRIELE BASILICO 1998 OK3 

 Gabriele Basilico ( Fotografo )  Photo by Max Martino 1998 ©

                                                                     FERDINANDO SCIANNA 1998 OK   

Ferdinando Scianna Fotografo  Photo by Max Martino 1998 ©

Ferdinando Scianna è Il primo fotografo italiano a far parte dal 1982 dell'agenzia fotografica internazionale Magnum Photos.

Ferdinando Scianna ha iniziato ad appassionarsi alla fotografia negli anni sessanta, raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua regione d’origine, la Sicilia.
Il suo lungo percorso artistico si snoda attraverso varie tematiche – l’attualità, la guerra, il viaggio, la religiosità popolare - tutte legate da un unico filo conduttore: la costante ricerca di una forma nel caos della vita.
 

                                                                     ferdinando scianna 4 modificato 2                                                                  

Ferdinando Scianna  ( Fotografo)

 Photo by Max Martino 1998 ©                                                                                                                                              

                                                                    FERDINANDO SCIANNA 1998 U 

Ferdinando Scianna  ( Fotografo )

 Photo by Max Martino 1998 ©

                                                                    giuliana traverso

Giuliana Traverso ( Fotografa e docente di " Donna Fotografa " )

  Photo by Max Martino 1996 ©

Giuliana Traverso, genovese di nascita, cittadina del mondo, è una delle figure più rappresentative della fotografia contemporanea. Figlia della buona borghesia mitteleuropea, ha saputo coniugare la sobrietà e l'educata tolleranza delle sue origini con gli aneliti di libertà e il desiderio di rottura degli schemi tradizionali di fine novecento, di cui è stata testimone ma soprattutto protagonista.

Con il corso "Donna Fotografa" creato nel 1968 ha dato un sostanziale impulso alla creatività femminile, formando negli anni centinaia di professioniste e di fotografe amatoriali. Il corso ha avuto un successo straordinario: dal 1979 è stato istituito anche a Milano ed è a tutt'oggi una pietra miliare e un'isola a sè nell'ormai vasto panorama dei tanti percorsi formativi legati alla fotografia.

Nel 2003 ha deciso di offrire i suoi forti stimoli e le sue "dolci provocazioni" anche all'universo maschile: il corso "il galateo della fotografia" è stato un altro successo.

L'interesse costante riscosso dai suoi corsi l'ha portata a tenere seminari e workshops in Italia e all'estero; restano memorabili le sue presenze ad Arles, Roma, Milano, Torino, Venezia e in molte altre città.

Sulla sua attività di insegnante si sono espressi i più importanti quotidiani e periodici di tutto il mondo.

Centinaia di mostre in Europa, in America, in Asia, la presenza delle sue opere nelle più importanti collezioni del mondo, quindici volumi dedicati al suo lavoro da diversi editori e una lunga serie di premi e onoreficienze testimoniano una carriera di continui consensi di pubblico e di critica. Gli articoli e i servizi che le hanno dedicato le riviste specializzate di fotografia sono innumerevoli e quasi sempre lusinghieri.

Nel 1982 le è stato conferito il "Sagittario d'oro", premio internazionale della popolarità. E´ citata da "Who's Who in Italy" in ogni edizione a partire dal 1985.

Nel 1986 il suo libro "Il Diametro del Mito" caratterizzato da una grafica raffinatissima è stato il primo libro fotografico presentato al "Premio Bancarella". Ha avuto dalla FIAF tutti i riconoscimenti ufficiali AFIAP - EFIAP - EXCELLENT e nel 1988 è nominata "Maestra della Fotografia". Le sue fotografie sono state inserite a Parigi nella Collezione "Cabinet des Estampes de la Bibliothéque National"; nella Collezione Internazionale Polaroid; a Pechino nella "Galleria Arti Estetiche"; Gala di Barcellona "Epicentro", Centro Culturale Polivalente; nella Fondazione Puebla, in Messico - Universidad Popular e Casa de Cultura; a Bergamo nella "Galleria d'Arte Moderna" a Cinisello Balsamo (Mi) nel Museo della Fotografia contemporanea grazie alla fondazione Lanfranco Colombo.

Dal 1981 è presente in ogni edizione del Sicof, nella sezione culturale. Oltre alle molte pubblicazioni, una traccia del suo pensiero è riscontrabile nelle molte interviste televisive e radiofoniche sul linguaggio della Fotografia che ha rilasciato a partire dalla fine degli anni settanta.

Nel 1990 e nel 1993 ha ricevuto la Medaglia d'Argento dai Presidenti della Repubblica Italiana. Cossiga (1990) e Scalfaro (1993) per le due scuole "Donna Fotografa" di Genova e Milano.

l 5 luglio 1993 nella St. Paul's Chapel della Columbia University (New York) è stata insignita della Laurea Honoris Causa in Lettere e Filosofia. Nel 2000 è stata nominata Autore dell'anno dalla Federazione Italiana Arti Fotografiche che le ha dedicato un volume monografico che ripercorre alcune tappe salienti della sua attività.

Nel 2003 Genova, la sua città, le ha dedicato una importante mostra antologica a Palazzo Ducale, il cuore della vita culturale del capoluogo ligure. Nel 2004 dal Lions Club Genova - Capo Santa Chiara ha ricevuto il premio "Genovese Illustre".

Nel 2006 le viene assegnato il premio "Fotografo dell'anno" dalla città di Firenze.

Nel 2007 riceve il Premio Regionale Ligure 2007 per la sezione "Fotografia". Espone presso l'Auditorium dei Musei di Strada Nuova - Palazzo Rosso "Scatti al Cuore".

Nel 2008 riceve dalla Fondazione Novaro il "Premio Mario Novaro per la Cultura Ligure" e a Palazzo Rosso – Musei di Strada Nuova espone "L’insidiosa sostanza del guardare"

Nel 2010 espone a Fabriano "Appena Percepite". Presso Villa Pomini (Castellanza) una rassegna di 4 importanti Mostre. All'Università di Genova – Facoltà di Architettura presenta una selezione di foto da "Il Diametro del Mito".
Riceve dall'Associazione Amici di Peagna il premio "Anthia 2010" per le arti figurative di Liguria A Palazzo Ducale – Genova espone "Il peso del mondo addosso".

 

                                                                   GIANPAOLO BARBIERI 1998 FGOK 

Gian Paolo Barbieri ( Fotografo )

 Photo by Max Martino 1998 ©

Gian Paolo Barbieri, uno dei click più prestigiosi della moda. Classe 1938, milanese di nascita ma cittadino del mondo. Una passione per il cinema e i primi passi mossi a proprio a Cinecittà, nel 1961 come assistente del fotografo ungherese Tom Kublin, che lo proietteranno quasi senza volerlo nel pianeta fashion. “Io allora non sapevo neanche che cosa fosse la moda. – ricorda oggi Barbieri - A quei tempi non c’erano i giornali di moda in Italia, ma solo piccole riviste con cartamodelli.” Poche settimane per decedere di diventare il migliore. Dopo solo un mese infatti Kublin muore per un ictus. Una collaborazione breve quella tra lui e Barbieri, ma che ha segnato la vita del giovane fotografo che da allora si appassiona alla moda tanto da tentare la sua nuova avventura in patria. Un piccolo studio a Milano per partire da zero, una parentesi americana “per dissapori con i fotografi italiani” e un ritorno trionfale in Italia. Con esperienza e grinta da vendere. Se ne accorge Vogue Italia che nel 1965 lo chiama per la copertina del suo primo numero. Seguiranno le edizioni francese, americana e tedesca. Lavori 'lasciapassare' per le campagne pubblicitarie di mostri sacri che si affidano al suo infallibile obiettivo. Gianfranco Ferrè, Gianni Versace, Giorgio Armani, Yves Saint Laurent e Valentino. Stili e lussi diversi con in comune uno sguardo attento a una fiducia totale riversata sul re della fotografia di moda. Nel 1978 la rivista tedesca Stern lo cita tra i quattordici padri della fashion photography e nel 1982 Armani lo chiama nel suo regno per creare il primo libro (per entrambi) di foto e ritratti 'Artificial’.
Gli anni Novanta segnano un grosso cambiamento nella moda e, soprattutto, nella vita di Barbieri. Addio lusso per l’una e set pubblicitari per l’altro. Trionfa il minimalismo e Barbieri si lascia affascinare dalla natura di Polinesia, Madagascar, Thaiti e Seychelles. Donne selvagge e Gauguin hanno il sopravvento su top model e passerelle. Il paradiso perduto viene riscoperto dal suo obiettivo e mostrato al mondo nei volumi ‘Madagascar’ e 'Thaiti Tattoos’ prima e il ‘Giardino dell’Eden’ e ‘Equator’ poi. Foto e opere che gli sono valse un angolo prestigioso all'interno del Victoria e Albert Museum di Londra e nel Kunsforum a Vienna.
Oggi Barbieri ha definitivamente messo radici nella sua Milano dove lavora con rinnovata passione e voglia di ricerca. In attesa della prossima magia da regalarci.

 

 

                                                                  GIANPAOLO BARBIERI 1998 TOP 

Gian Paolo Barbieri ( Fotografo ) 

Photo by Max Martino 1998 ©

                                                                 GIANPAOLO BARBIERI 1998 OK 

Gian Paolo Barbieri ( Fotografo ) 

Photo by Max Martino 1998 ©

                                                               GIANPAOLO BARBIERI 1998 YTOK 

Gian Paolo Barbieri ( Fotografo )

 Photo by Max Martino 1998 ©

                                                              GIANPAOLO BARBIERI 1998 EROK

Gian Paolo Barbieri (Fotografo)

 Photo by Max Martino 1998 ©

                                                             GIANPAOLO BARBIERI 1998 FROK

Gian Paolo Barbieri (Fotografo) 

Photo by Max Martino 1998 ©

                                                                                         giorgio lotti 1E   

 Giorgio Lotti  (Fotografo) Photo by Max Martino 1998 ©

Giorgio Lotti nasce a Milano nel 1937.Inizia a lavorare nel 1957, collaborando come free-lance per alcuni quotidiani e settimanali quali “Milano Sera”, “La Notte”, “Il Mondo”, “Settimo giorno”, “Paris Match”.
Nel 1964 entra nello staff di Epoca sotto la direzione di Nando Sampietro dove rimane fino al 1997, anno di chiusura del giornale. Ha lavorato fino al 2002 a Panorama.Nel 1973, per un reportage fatto in Cina viene insignito, dalla University of Photojournalism, Columbia, del premio “The World Understanding Award”.Ha partecipato inoltre a numerose edizioni del Sicof a cura di Lanfranco Colombo.
Nel 1995, nel corso del 16° Sicof viene premiato con l”Horus Sicof 1995” per il ruolo svolto nel campo della fotografia italiana.
E’ stato premiato dalla città di Venezia per i suoi reportages sulla Serenissima.
Nel 1994, a Modena, riceve il prestigioso premio letterario “Città di Modena”.
Alcune immagini sono conservate nei musei americani, di Tokio, Pechino, al Royal Vìctoria Albert
Museum di Londra, al Cabinet des Estampes di Parigi, al Centro Studi dell’università di Parma, alla
Galleria Civica di Modena.
Negli ultimi dieci anni si è dedicato alla ricerca fotografica nel campo del colore e dell’ arte.

                                                            giorgio lotti 3D

 Giorgio Lotti  (Fotografo) Photo by Max Martino 1998 ©

                                                            giorgio lotti 5B 

 Giorgio Lotti  (Fotografo) Photo by Max Martino 1998 ©

                                                           GIORGIO LOTTI K

 Giorgio Lotti (Fotografo) Photo by Max Martino 1998 ©

                                                                                      GIOVANNI CHIARAMONTE 1984

Giovanni Chiaramonte (Fotografo) 

Photo by Max Martino 1984 ©

Giovanni Chiaramonte  è un fotografo italiano.
Di origini siciliane - i genitori erano di Gela - Chiaramonte inizia a fotografare alla fine degli anni sessanta, nel solco della ripresa della forma figurativa, dopo la grande stagione astratta e informale di certe tendenze della Pop Art e dell'Arte concettuale.L'immagine di Chiaramonte si è formata sul modello della scuola americana di Alfred Stieglitz e di Minor White, e successivamente si innesta nel solco della tradizione teologica ed estetica della Chiesa d'Oriente, incontrata in Pavel Nikolaevič Evdokimov, Olivier Clément e, soprattutto, nel regista russo Andreij Tarkovskij ed ha come tema principale il rapporto tra luogo e destino nella civiltà occidentale.Già fin dalle prime ricerche sul paesaggio italiano, l'opera di Chiaramonte si manifesta come una personale sequenza di immagini nella quale le fotografie, pur singolarmente significative, acquistano nel loro insieme una straordinaria forza narrativa.
Caratteristica della sua fotografia è l'uso del formato quadrato, derivato dal negativo 6x6. Egli attribuisce al quadrato un valore simbolico, un valore di rapporto fra terra e cielo, in cui tutti gli elementi trovano la giusta collocazione.Dopo la mostra e il volume Fotografia europea contemporanea, in cui presenta nel 1983 i più importanti autori della sua generazione, si dedica dapprima alla relazione tra luogo e identità dell'uomo con i volumi Giardini e paesaggi, 1983, e Penisola delle figure, 1993. Affronta poi il dramma essenziale delle radici e del destino dell'Occidente in Terra del ritorno, 1989, e in Westwards, 1996. Un'elegia e un viaggio di ritorno nei luoghi del Mediterraneo è Ai confini del mare, 1999.Nel 2000 con i poeti e scrittori Maurizio Cucchi, Milo De Angelis, Luca Doninelli, Umberto Fiori, Giovanni Raboni, Davide Rondoni pubblica ed espone in Triennale l'opera Milano. Cerchi della città di mezzo. In occasione del restauro della facciata della Scala realizza il volume d'artista In corso d'opera. Nel 2002 esce Frammenti dalla Rocca. Cefalù, e nel 2003 Dolce è la luce. Successivamente pubblica Abitare il mondo: Europe, 2004, Berlin. Figure, 2004, Attraverso la pianura, 2005, Senza foce, 2005.Nello stesso periodo gli viene conferita la laurea Honoris Causa in Architettura dall'Università degli Studi di Palermo, per la ventennale collaborazione sul tema della città e dell'abitare con le riviste e le istituzioni nazionali e internazionali.Tra i lavori più recenti ricordiamo Come un enigma_Venezia, 2006 e Nascosto in prospettiva, 2007.Nel 2010 espone L'altro_nei volti nei luoghi, un originale lavoro realizzato tra Palermo e Milano, organizzato in sequenze di trittici con al centro un ritratto.Giovanni Chiaramonte ha esposto in mostre personali e collettive in tutto il mondo, ed ha pubblicato un centinaio di servizi per le più importanti riviste di architettura, prima tra tutte Lotus International. Collabora stabilmente con la rivista di cinema e cultura dell'immagine duellanti, per la quale cura la sezione dedicata alla fotografia.Ha fondato e diretto collane di fotografia per Jaca Book, Federico Motta Editore, Società Editrice Internazionale e Edizioni della Meridiana.
Attualmente è docente di Storia e Teoria della Fotografia alla Libera Università di Lingue e Comunicazione di Milano.
 
 

                                                         GIOVANNI GASTEL 1998 OK2                               

Giovanni Gastel ( Fotografo ) 

Photo by Max Martino 1998 ©

Giovanni Gastel nasce a Milano il 27 dicembre 1955, da Giuseppe Gastel e da Ida Visconti di Modrone, l'ultimo di sette figli.
Nel 1967, all'età di dodici anni, Gastel inizia a mostrare la sua vocazione artistica, entrando a far parte di compagnie di teatro sperimentale, per le quali recita fino all'età di diciassette anni. Parallelamente, coltiva la passione per la poesia e a sedici anni pubblica, per l'editore Cortina, una raccolta intitolata Casbah.
Negli anni Settanta, avviene il suo primo contatto con la fotografia. Da quel momento, ha inizio un lungo periodo di apprendistato durante il quale fotografa matrimoni, esegue ritratti, piccoli still-life e qualche servizio di moda per bambini, mentre un'occasione importante gli viene offerta nel 1975-76, quando inizia a lavorare per la casa d'aste Christie's.
La svolta avviene nel 1981 quando incontra Carla Ghiglieri, che diventa il suo agente e lo avvicina al mondo della moda. Dopo la comparsa dei suoi primi still-life sulla rivista Annabella, nel 1982. Inizia a collaborare con Vogue Italia e poi, grazie all'incontro con Flavio Lucchini, direttore di Edimoda, e Gisella Borioli, alle riviste Mondo Uomo e Donna.
Da questo momento, la sua attività professionale s'intensifica e inizia a collaborare con le più prestigiose testate di moda sia in Italia che all'estero, soprattutto a Parigi.
Elabora proprio in questi anni d'intenso impegno professionale il suo stile inconfondibile, caratterizzato da una poetica ironia, mentre la sua passione per l'arte lo porta ad introdurre nelle fotografie il gusto per una composizione equilibrata. I suoi riferimenti sono, per gli still-life, la Pop Art, che ebbe modo di vedere in mostra alla Rotonda della Besana sin dai primi anni Settanta, e l'opera fotografica di Irving Penn. Traendo ispirazione anche dallo studio dell'arte rinascimentale, Gastel si rifà costantemente ad un'ideale di eleganza, che ha respirato sin dall'infanzia, soprattutto grazie alla madre.
Intorno alla metà degli anni Ottanta, fonda la Gastel&Associati con Angelo Annibalini e Uberto Frigerio, con la quale intende promuovere l'inserimento nel mondo professionale di giovani fotografi, sia cresciuti nel suo studio, che incontrati durante numerosi workshop.
Il suo impegno attivo nel mondo della fotografia lo avvicina anche all'Associazione Fotografi Italiani Professionisti, di cui è stato presidente dal 1996 al 1998. Da allora ne è presidente onorario. La consacrazione artistica avviene nel 1997, quando la Triennale di Milano gli dedica una mostra personale, curata dallo storico d'arte contemporanea, Germano Celant, in cui vengono presentate circa 200 fotografie, testimonianza della sua lunga e prolifica carriera. Gastel utilizza le tecniche "old mix", quelle a incrocio, le rielaborazioni pittoriche, gli sdoppiamenti e le stratificazioni, fino al ritocco digitale.
Il successo professionale si consolida nel decennio successivo, tanto che il suo nome appare nelle riviste specializzate insieme a quello di fotografi italiani quali Oliviero Toscani, Giampaolo Barbieri, Ferdinando Scianna, o affiancato a quello di Helmut Newton, Richard Avendon, Annie Lebowitz, Mario Testino e Jurgen Teller.
Nel 2002, nell'ambito della manifestazione La Kore Oscar della Moda, ha ricevuto l'Oscar per la fotografia.
Presidente onorario dell'Associazione Fotografi Italiani Professionisti e membro permanente del Museo Polaroid di Chicago, svolge la sua attività lavorativa nel suo studio in Via Tortona a Milano, dove continua a coltivare la sua passione per la poesia - l'ultima raccolta ha per titolo Cinquanta - e per la ricerca fotografica al di fuori degli schemi della moda.

                                                        GIOVANNI GASTEL 1998 OK

Giovanni Gastel ( Fotografo )

 Photo by Max Martino 1998 ©

                                                                                  giovanni gastel 3 modificato 1

Giovanni Gastel ( Fotografo ) 

 Photo by Max Martino 1998 ©                                            

                                                                                GIOVANNI GASTEL 1998 I                                                                              

 Giovanni Gastel  ( Fotografo ) 

Photo by Max Martino 1998 ©

                                                      JOE OPPEDISANO 1998 JK 

Joe Oppedisano ( Fotografo ) 

Photo by Max Martino 1998 © 

Joe Oppedisano (Gioiosa Ionica 1954) si trasferì con la famiglia a New York, alla tenera età di 8 e ha un figlio ha cominciato a scattare fotografie.
Ha creato una formula molto personale di arte, che rompe spesso, al fine di liberarsi da essa.
Nel 1979, è stato invitato dal Centro Internazionale di Fotografia di New York per partecipare ad un importante Photo Festival "Venezia 79".
Due anni dopo, la nostalgia per l'Italia di Joe avuto la meglio su di lui e si trasferisce a Milano, inizia a lavorare per l'agenzia di pubblicità e grandi gruppi editoriali che creano campagne per American Express, Fiat, Kodak, Polaroid, Panasonic, Adidas per citarne alcuni.
Oltre al suo lavoro commerciale, ha sempre sperimentato con immagini e generi, in settori quali ha ritratti, paesaggio, collage, e anche con la sua approfondita ricerca del mezzo fotografico tecnica stessa.
In questo modo si dà vita a un linguaggio molto personale e originale, basata sull'idea di prolungare il tempo reale di visione: una tecnica che Oppedisano ideato modificando la sua macchina fotografica in un modo unico, in modo che i diversi fotogrammi in un rullino fondersi tra loro e inizia a creare la serie "Estensioni" e Collages.
Le sue fotografie sono conservate in varie istituzioni e collezioni private.

                                                     JOE OPPEDISANO 1998 TF

Joe Oppedisano (Fotografo)

 Photo by Max Martino 1998 ©

                                                                              JOE OPPEDISANO 1998 K

 Joe Oppedisano (Fotografo) 

Photo by Max Martino 1998 © 

                                                    ENRICO MAGRI 1991 OK 

Enrico Magri ( Fotografo ) 

Photo by Max Martino 1991©

Enrico Magri, professionista fotografo nell'ambito editoriale e commerciale da piu' di quaranta anni nel proprio studio fotografico a Milano, esegue servizi pubblicitari,moda ed editoria. 

Da molti anni insegna fotografia a Milano, grande conoscitore di stampe antiche correlate da macchine fotografiche vintage

                   

                                                                            ENRICO MAGRI 1992k

Enrico Magri (Fotografo) 

Photo by Max Martino 1992 ©

                                                  MAURIZIO CALIMBERTI 1998                                                                           

 Maurizio  Calimberti (Fotografo) 

Photo by Max Martino 1998 ©


Maurizio Galimberti Cresce a Meda, iniziando a lavorare nell'impresa di famiglia come geometra.
Già da ragazzo si appassiona alla fotografia partecipando a concorsi fotografici utilizzando le classiche pellicole bianco e nero. Esordisce utilizzando una fotocamera Widelux per una ricerca on the road.
In seguito, circa dal 1983, "scopre" la Polaroid; se ne innamora per la immediatezza del risultato e per la possibilità di "manipolazione", e proprio con la Polaroid reinventa a suo modo il mosaico fotografico, caratteristica per cui è conosciuto e apprezzato. Utilizza la Polaroid in modo eclettico scomponendo e ricomponendo l'immagine in mosaici per ricreare la stessa, reinterpretandola con la sua musicalità. Anche nei ritratti, dove è conosciuto per quelli realizzati a personaggi famosi (Johnny Depp, Lady Gaga, Robert De Niro, ecc.), riproduce con la scomposizione una tridimensionalità dell'immagine.

                                                                        ELIA FESTA 2003 OKlBN

 Elia Festa ( Fotografo)

 Photo by Max Martino 2003 ©

 Ho cominciato a lavorare a 14 anni. A quel tempo frequentavo l’Istituto Europeo dove insegnavano Ugo Mulas, che presto però è mancato, Aldo Ballo e altri” afferma Elia Festa, il fotografo milanese formatosi nella Milano degli anni Settanta e avviato a una brillante carriera nel campo della pubblicità durante gli anni del boom, quando imperversava la Milano da bere.

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 Elia Festa ( Fotografo) 

Photo by Max Martino 2003 ©

                                               ELIA FESTA 2003 JK                                                                              

  Elia Festa ( Fotografo )

  Photo by Max Martino 2003 ©

                                                               MAURIZIO REBUZZINI DIRETTORE PHOTOGRAPHIA 1998 OKK                                            

Maurizio Rebuzzini (Direttore di Photographia)

  Photo by Max Martino 1998 ©

 Maurizio Rebuzzini si occupa di fotografia come redattore, collaboratore o direttore editoriale dal 1972. Scrive di linguaggio, tecnica e costume della fotografia applicando idee che, di fatto, abbattono i confini tra i diversi punti di osservazione. È curatore della sezione storica degli apparecchi fotografici al Museo Nazionale Alinari della Fotografia. Dal 2005-2006, è docente a incarico di Storia della Fotografia alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Brescia). Nel 2008 ha pubblicato il saggio Alla Photokina e ritorno: annotazioni dalla Photokina 2008 (World of Imaging). È editore e direttore di Fotographia, mensile di riflessione fotografica. E' riconosciuto e stimato per un apprezzato e confortevole senso delle proporzioni

 

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Kenny Damy ( Fotografo - Gallerista)  

Photo by Max Martino 1998 ©

Fin dal 1967, Kenny Damy realizza viaggi ed escursioni in varie località del mondo, documentando paesaggi e architetture. Tra i suoi reportage, il più celebre è forse Isola di Wight del 1970, realizzato insieme a Tito Alabisio. Realizza vari cortometraggi e collabora con numerose riviste. Ha insegnato presso vari istituti, è stato direttore artistico della Ken Damy Photogallery di Milano,, Roma e Urbino e attualmente ricopre la stessa carica presso il Museo Ken Damy di Brescia, da lui stesso fondato.

 

                                                               GIANNI BERENGO GARDIN 1984     

Gianni Berengo Gardin ( Fotografo ) 

Photo by Max Martino 1984 ©

Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita Ligure, 10 ottobre 1930) è un fotografo italiano. È tra i più noti fotografi italiani.
Ha iniziato dal 1954 ad occuparsi di fotografia. Inizia la sua carriera di fotoreporter, nel 1965 quando lavora per Il Mondo di Mario Pannunzio. Negli anni a venire collabora con le maggiori testate nazionali e internazionali come Domus, Epoca, Le Figaro, L'Espresso, Time,
Stern.
Il suo modo caratteristico di fotografare, il suo occhio attento al mondo e alle diverse realtà, dall'architettura al paesaggio, alla vita quotidiana, gli hanno decretato il successo internazionale e lo rendono un fotografo molto richiesto anche nel mercato della comunicazione d'immagine.
Molte delle più incisive fotografie pubblicitarie utilizzate negli ultimi cinquant'anni provengono dal suo archivio. Procter & Gamble e Olivetti più volte hanno usato le sue foto per promuovere la loro immagine. La sua amicizia con l'architetto Carlo Scarpa gli ha permesso di documentare alcune opere di quest'ultimo, come la tomba Brion vicino Treviso
Berengo Gardin ha esposto le sue foto in centinaia di mostre che hanno celebrato il suo lavoro e la sua creatività in diverse parti del mondo: il Museum of Modern Art di New York, la George Eastman House di Rochester, la Biblioteca Nazionale di Parigi, gli Incontri Internazionali di Arles, il Mois de la Photo di Parigi, le gallerie FNAC.

 

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 Luigi Ghirri (Fotografo) in una sua Esposizione fotografica personale, si intravedono Gianni Berengo Gardin insieme a Lanfranco Colombo e Gabriele Basilico.  Photo by Max Martino 1984 ©

 

                                                                           LUIGI GHIRRI 1984

 Luigi Ghirri (Fotografo) Photo by Max Martino 1984 ©

Il 14 febbraio del 1992 moriva a Roncocesi, piccola frazione in provincia di Reggio Emilia, uno dei più grandi fotografi italiani del Novecento: Luigi GhirriGrazie ai suoi scatti rivolti al mondo quotidiano, alla sfera del “banale”, agli scorci meno spettacolari della periferia italiana, l’autore è considerato tra i maestri imprescindibili della fotografia nazionale.

Grande fotografo concettualista, quasi surrealista, ben noto non solo per la quantità incredibile di scatti (oltre 150.000!) ordinati in oltre trenta raccolte, ma anche per la grande varietà di soggetti: Ghirrifotografava tutto ciò che catturava la sua attenzione.

Particolarmente celebre per i suoi paesaggi, Ghirri era in realtà uno studioso delle forme e della semplicità, gli elementi fondamentali su cui si costruisce la realtà.

 

Questa semplicità, aiutata da un ricercato minimalismo e dalla purezza delle immagini alimenta un senso di libertà che mira a trascendere la forma ed invita alla riflessione metafisica o filosofica.

Le tonalità, inizialmente più pop e brillanti, acquisirono ben presto quella declinazione pastello, azzurrina ed insatura che contraddistingue il suo stile e diventano il medium attraverso cui si propaga la sensibilità del fotografo.

Luigi non fu solo un abile utilizzatore del colore, fu anche uno dei suoi primi pionieri: piuttosto malvista ai tempi la pellicola a colori era tipica delle pubblicità come delle cartoline.

Un’altra particolarità del suo stile è la notevole carenza di persone: Ghirri desiderava fotografare l’uomo perlopiù attraverso gli oggetti e i luoghi della sua vita oppure, al contrario, nelle sue mani le persone diventavano strumenti attraverso i quali si esplicano le idee. Uno dei suoi lavori sicuramente più importanti fu quello sui “non luoghi”: quegli spazi che costruiscono il nostro quotidiano, gli angoli, i corridoi, gli scorci trascurati ed invisibili.

Gli scatti che ritraggono queste “banalità” sono forse i più autentici e numerosi; la presenza umana è rarefatta e quasi invisibile, impercettibile, come se quei luoghi fossero sempre esistiti indipendentemente dall’uomo.

 

Tra tutti i luoghi fotografati un posto in particolare nel cuore di Ghirri è occupato dai panorami emiliani: dalle sue campagne immacolate, al mare, passando attraverso la sua provincia in cui appaiono i primi segnali del benessere economico che si diffondeva a macchia d’olio nell’Italia degli anni ’70.

 

                                                                          LANFRANCO COLOMBO 98 K

 Lanfranco Colombo(Critico fotografico- Gallerista) 
  Photo by Max Martino 1995 ©

                                                                         

                                                                         MARCO EUGENIO NOV 2017 20tth                          

 Marco Eugenio Di Giandomenico  (Critico D'arte) 

  Photo by Max Martino 2018 ©

Marco Eugenio Di Giandomenico  è scrittore, critico dell’arte sostenibile, economista della cultura, esperto del terzo settore e di Corporate Social Reporting (CSR), titolare di prestigiosi incarichi accademici presso università e accademie di belle arti italiane ed estere tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano e l’ARD&NT Institute (Accademia di Belle Arti di Brera e Politecnico di Milano), top manager milanese di respiro internazionale nel settore del cinema, fotografia, moda, design, food & beverage, opinionista televisivo, creatore e curatore di mostre artistiche ed eventi culturali in Italia e all’estero.

Grazie alle sue capacità professionali e alla sua formazione multidisciplinare (maturità classica, laurea in discipline economiche e studi di approfondimento in filosofia, teologia e storia dell’arte), è oggi una delle figure più interessanti nel panorama degli operatori professionali high level per i beni culturali, la valorizzazione territoriale e soprattutto il made in Italy.

Per le sue attività è stato insignito di svariati premi e riconoscimenti, soprattutto con riferimento alla teoria della “sostenibilità dell’arte”, di cui è riconosciuto tra i principali assertori a livello internazionale.

Ha curato la scrittura e la realizzazione del docufilm Giants in Milan – Arte Sostenibile, in collaborazione con il Comune di Milano, adottato nelle 24 biblioteche della capitale lombarda.

 

                                                                        GIULIANA SCIME CASA SUA 1998

Giuliana Scimè ( Critica di fotografia -Giornalista) 

  Photo by Max Martino 1998 ©

 

 

 

 

 

 

 

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