Biografia dell'Artista

Lanfranco Colombo - critico di Foto d'arte e Gallerista su Max Martino:

LANFRANCO COLOMBONato in Calabria, ma da sempre milanese Max Martino, dopo la formazione professionale alla scuola civica “Galileo Galilei”, ha avviato il mestiere come fotografo di scena nel 1984. Dopo una breve esperienza come reporter free-lance per i quotidiani milanesi, si è dedicato alla pubblicità collaborando con varie riviste del settore.

Dal 1996 inizia la collaborazione con al casa discografica “Soul Note” e “Black Saint”, per la quale crea una serie di cover. Nel frattempo avvia una significativa ricerca, passando dall’astrazione alla deformazione di immagini di cui l’autore propone oggi un significativo panorama.

Con le sue immagini Max Martino ci dà il permesso  di giocare con i nostri occhi, con la nostra fantasia e di farci intendere ciò che noi, consci, non ci aspetteremmo. Una sua foto fa dispiegare davanti a noi, come a causa di un riflesso incondizionato, un’immagine che sembra a sua volta una foto nella foto, non un particolare di essa.

Ma ancora il viaggio nella rappresentazione non è finito: subito un altro pezzo del puzzle prende spessore, emerge dal foglio lucido, ingloba, ingloba l’intero spazio, e davanti a noi abbiamo un immenso ghiacciaio, o la stilizzazione di un corpo da donna , insomma non è più una sola e piccola immagine, bensì un quadro intero e completo. Tutto ciò è una sua foto:vaghezza e determinatezza, razionalità ed irrazionalità, confine e perdizione e infine uno spazio su cui la mente può correre soprattutto e finalmente con fantasia e libertà.

Lanfranco Colombo

Il lavoro di Max Martino affonda le sue radici nelle immagini deformate di André Kertész, un fotografo la cui opera era impegnata di sensazioni e visioni che raramente si distaccavano da ciò che era il suo quotidiano. Alla campagna ungherese di Kertész., contaminata di ideali e sconvolgimenti politici degli anni Trenta, si sostituisce lo sguardo di Max Martino intriso di una visione più inconscia. Le sue deformazioni diventano per chi li osserva, sorgente di pensieri e fantasie  che scavano e riportano alla nostra mente nuove suggestioni ed immagini dimenticate.

Barbara Lamanuzzi

 

                                                                                                                                                                                            Max Martino

E’ strano parlare di me, è difficile decifrare e focalizzare le infinite sensazioni provate durante la mia esistenza fino a questo punto, è altrettanto difficoltoso esprimere il vero significato delle mie parole dal momento che solitamente mi esprimo tramite immagini.
Ho sempre nutrito un vivo interesse per l’arte in tutte le sue forme di espressione, per l’arte misconosciuta, non divulgata, anche rifiutata, ma per l’arte, soprattutto, vissuta e sofferta; ha sempre scaturito in me un vivo interesse ed un corrispondente senso di piacere e realizzazione l’arte figurativa ed in particolare quella fatta di immagini, sagome, stilizzazioni, fantasia. 
Da giovane mi ha sempre reso felice il dipingere “paesaggi su tela”, alla fine nient’altro che pensieri e sensazioni materializzate con l’ausilio di un pennello. Mi piaceva mescolare i colori, mi interessava “giocare” con essi per fare esperimenti, studi e verifiche. Iniziai ad appassionarmi di fotografia dal momento in cui, all’età di sedici anni, impugnai una vecchia rolleiflex biottica 6x6 regalatami da mio padre, incuriosito dalle possibilità che questo nuovo mezzo da me scoperto quasi per caso mi permetteva di utilizzare per comunicare, diciamo, con ciò che mi circondava, con la realtà. 
Arrivato in una città come Milano incominciai col fotografare il mondo fatto di piccole cose, di curiosità, di sensazioni; i miei soggetti preferiti erano vagabondi, vecchi e, naturalmente, la città, colta però in momenti a me piacevoli e profondi che mi suscitavano, pur vivendo in una grande metropoli, sensazioni di quiete e raccoglimento con me stesso. La conoscenza dei mezzi e meccanismi fotografici diventò col tempo il primo interesse e nel 1980 decisi di iscrivermi ad un corso professionale di fotografia per studiare teoricamente e storicamente l’arte della comunicazione e rappresentazione fotografica. Terminato il corso, colsi un’ occasione che mi permise di fare prime esperienze lavorative come fotografo di scena negli studi Fininvest per immortalare scene televisive, personaggi, il tutto per la diffusione editoriale di riviste. 
Lavorai anche per quotidiani milanesi, come il “Giorno” e “Il Corriere Della Sera”, per riprendere scene di cronaca e di vita quotidiana, fino alla decisione di trasferirmi nella capitale, per aprire con un amico uno studio fotografico. Mi impegnai quindi a svolgere il mio lavoro per pubblicità e moda, ma non trascurando ovviamente, il mio interesse per la foto “creativa”, che comunque adoperato più volte anche per le immagini di moda. 
La mia “parentesi romana” si chiude dopo cinque anni, e nel 1990, tornato a Milano, ricomincio la mia collaborazione con i quotidiani e con il settimanale londinese “European”. Impegnato successivamente solo con la Rizzoli, trovo spazio nella rivista “Max” per foto ancora commerciali e di moda, ma già trasgredendo all’immagini come era stata sempre presentata ai nostri occhi: il mensile infatti accetta alcune mie foto ottenute con tecniche particolari di scomposizione dei colori e delle immagini.

E’ tutto perfetto poiché riesco a fondere la necessità di vivere (cioè lavorare) con la mia creatività ma incomincio ad avvertire un certo senso di disagio; ne capisco subito il motivo: troppo poco tempo per le mie foto, infine la mia esistenza, la mia passione. Mi rendo conto di non avere il debito spazio per fotografare ciò che voglio, mi sembra diventata troppo limitata la mia carriera per foto pubblicitarie, nelle quali, si sa, le immagini ed i soggetti devono rispondere comunque a canoni più o meno imposti, a discapito naturalmente della fantasia, della personalità, della sensibilità del fotografo, dell’autore di queste stampe. 
In seguito sono costretto a sospendere la mia collaborazione di fotografo free-lance con la rivista “Max”, per via anche della crisi che colpisce il campo della fotografia e dell’editoria. Trovo occupazione come dj in locali e discoteche milanesi, altra mia grande passione che mi accompagna parallelamente con la fotografia. Con i guadagni che mi fruttava suonando come dj, riesco ad avere più tempo per dedicarmi alla mia creatività fotografica, comincio a creare le mie prime immagini riflesse, distorsioni fotografiche delle mie stesse foto che ero riuscito a creare precedentemente. 
I temi all’inizio sono astratti, o meglio “Paesaggi astratti” che utilizzerò più in là come cover in collaborazione con la casa discografica Soul-Note&Black-Saint di Milano che produce musica jazz in tutto il mondo. Inizia per me un periodo di grande soddisfazione a livello creativo. Cominciano le mie prime pubblicazioni dove si parla di me come fotografo creativo, ed le mie esposizioni nel capoluogo milanese. La mia prima mostra fu un grande successo a Milano ed il tema era dedicato a questa grande città; nasce Metamorfosi Milanesi presentata dall’illustrissimo critico d’arte Lanfranco Colombo, sono fotografie distorte analogicamente che a primo impatto sembrerebbero rifatte al computer, peccato che in quegli anni non sapevo neanche come si accendesse un “computer”…La gente rimaque molto incuriosita da queste immagini che per l’occasione dell’esposizione furono stampate molto grandi quindi di grande impatto. 
Comincio a conoscere grandi artisti del mondo dell’immagine ma non solo, critici, fotografi,pittori,scultori, ecc…, ed è proprio a loro che dedico la mia seconda esposizione con Sensigrafie. Atro grande successo dove iniziai a vendere le foto ed nello stesso tempo ad avere commissioni di ritratti a personaggi noti. Non sono immagini normali ma rivisitazioni distorte dalla realtà ma intuibili ai personaggi stessi. Continuo negli anni ad esporre ed è la volta delle cover-jazz che in collaborazione della casa discografica SOUL-Note&Black-Saint volle dedicarmi una mostra dal titolo Jazz for a new millennium, presentata da Lanfranco Colombo. Una panoramica di un collage di 100 foto dei miei primi paesaggi astratti di cui vengono selezionati 16 copertine per grandi musicisti jazz. 
Siamo all’inizio del nuovo millennio si avverte una certa crisi generale dovuta all’entrata della nuova moneta che più in là metterà in ginocchio la fascia media dell’italia e non solo.. Continuo costantemente a lavorare come dj ricco della mia esperienza da 30 anni. 
E’ il 2001 un’altra occasione per esporre “I volti’ le città” presentata da Barbara Lamanuzzi al drome di seregno. La mia prima personale intitolata Amnesie riguardono i miei primi dieci anni di fotografie un riassunto dal 1992 al 2002 presentata da Lanfranco Colombo nello Show-Room della moda in Galleria del Corso a Milano. Nel frattempo la rivista Fotographia diretta da Maurizio Rebuzzini direttore del mensile mi dedica un suo numero pubblicando Sensigrafie. Altri giornali si interessano a me fino al 2005 come Photo, Trend, Foto-digital ecc. Nel 2008 con l’occasione della quarta giornata del contemporaneo evento promosso da AMACI (Associazione Musei d’arte Contemporanea italiani) alla galleria Ierimonti verrà esposta alcune opere dell’architetto Fabio Rotella accompagnato da alcuni miei scatti significativi e alle rielaborazioni musicali in chiave minimal-elettronica di poemi fonetici di Mimmo Rotella ed alcuni brani del paradiso dantesco interpretati da Carmelo Bene e dell’inferno letti da Arnoldo Foà. Nel 2012 inaugurazione di  Milano Down Town un’altra mia esposizione di foto su Milano dagli anni 80 algli anni 90 in via Brisone presso Sofà di Milano. In questi ultimi anni tramite studi di architettura, le mie foto vengono scelte per arredare interni, come appartamenti, locali e varie. Nel frattempo si va sempre avanti con nuove produzioni.


 

 Max Martino

 Mostre fotografiche 

 

MAX MARTINO: “Metamorfosi Milanesi

Edificata nella terra di mezzo tra il settentrione dell’Europa ed il mezzogiorno mediterraneo, Milano è l’unica città della penisola italiana ad avere innalzato la proprio cattedrale secondo i canoni del gotico, in quella visione del mondo aperta all’infinto che fonda e contraddistingue l’epoca moderna. E, nella rivoluzione culturale ed industriale propria della Modernità, Milano ha valuto un ruolo fondamentale e decisivo generando l’avanguardia artistica del Futurismo che, nel mito della velocità e del divenire continuo del tempo contemporaneo, ha completamente ribaltato le sorti della visione del XX secolo.

Continua a leggere.. Metamorfosi Milanesi

Giovanni Chiaramonte

 

 

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Fotografare è gettare uno sguardo unico sulla realtà, creando storie ed emozioni, che

 

                                    solo una foto "D'Autore" può ispirare.                                                                                          

 

 

 

 

 

 

 

 

 

               BARBIERE BRERA MILANO 1984 modificato 1 copia                            bicicletta milano bis                        BAR BRERA 1990 A                                                                                                                                                                                             

                                                 Il Barbiere di Via Madonnina Milano 1984                                                                Bicicletta  Via Madonnina Milano 1984                                          Bar Brera con carretto vintage Milano 1984                                                                                                                                                                                                                                                                                             

 

 

 

 

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                                           Clochard via Vittorio Emanuele  Milano 1984                                                                              Il Fratino Naviglio Grande Milano 1984                                                     Il Manichino  Vetrina Rinascente Milano 1984                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 

 

 

 

                          MILANO AGOSTO 2017 SECON STEP 244 DETTAGLIO PIAZZA DEL CARMINE BN FF                                                   MILANO C                                                                                                                                                                                                                                              

 

                                                                                                               Chiesa di piazza San Carmine  Milano                                                                                                                      Seduti e passanti in Corso Vittorio Emanuele Milano 1984                                                                                                       

 

 

TEATRO ALLA SCALA ORIGINAL PHOTO 1990 OKKK 

 

 

                                                                                                     Teatro La Scala con skateboard  Milano 1990

 

 

 

 

 

 

 

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

      

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

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